Note malacologiche

Museo
Malacologico
Piceno

 


 


 



 


 


 

 





Il Museo Malacologico oggetto della
trasmissione televisiva Geo & Geo


Il Museo malacologico di Cupra Marittima sarà oggetto della trasmissione televisiva Geo & Geo condotta da Sveva Sagramola alle ore 18.00 di domani venerdì primo novembre, sulla terza rete della Rai,. Ospite in studio il direttore Tiziano Cossignani che illustrerà i segreti della madreperla e delle perle e parlerà della grande mostra dedicata agli antichi ventagli in madreperla presenti al Museo.
Prosegue, nella succursale del Museo di via Valle Miano 5 ad Ancona la mostra dei ventagli in madreperla della collezione Cannara, fino al 9 novembre.
Nella rivista internazionale Malacologia Mostra Mondiale è apparsa la descrizione di una nuova specie di mollusco terrestre del Marocco di José Ahuir Galindo dedicata al direttore del Museo di Cupra Marittima. La nuova specie, appena 3 cm di diametro si chiama "Atlasica cossignanii" e l'olotipo è stato depositato al Museo di Cupra Marittima.





Museo Malacologico in crescita



In forte crescita il numero dei visitatori del Museo Malacologico di Cupra Marittima. Nel mese di luglio l'incremento è stato di quasi il 30 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una leggera prevalenza degli stranieri. Fra i motivi la politica eco-compatibile della direzione del Museo, le condizioni del tempo, ma soprattutto, oltre alle novecentomila conchiglie esposte, le due mostre attualmente attive: quella incredibile sulle "pietre cinesi dell'erudito" e quella, straordinaria, delle maschere con conchiglie del Gabon. Fra le novità i visitatori hanno anche apprezzato il nuovo ascensore che ha eliminato ogni barriera architettonica nel Museo, il nuovo parcheggio con oltre 50 posti auto, ma soprattutto l'aria condizionata la cui attivazione è stata possibile grazie al nuovo impianto fotovoltaico realizzato sul tetto della struttura per tutta la sua ampiezza.
Da tre mesi il Museo Malacologico di Cupra Marittima è ad emissione"zero" di anidride carbonica ed ha prodotto oltre 40 mila kw di energia elettrica.
Per tutto il mese di luglio e quello di agosto il Museo resterà aperto tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 16.00 alle ore 22.00 (ultimo ingresso alle 21,15), nei giorni di pioggia sono previste anche aperture nella mattinata, previa verifica telefonica 0735-777550.
Ulteriori informazioni: www.malacologia.org e 3473704310.

 

 

 

 

Il Museo Malacologico in evidenza ad Anversa



Una conchiglia del Museo Malacologico di Cupra Marittima si è affermata in Belgio, lo scorso fine settimana, conquistando il primo premio assoluto del pubblico ed il primo premio della commissione tecnica composta da malacologi di tutta Europa.
Il riconoscimento è stato assegnato nel corso della ventesima mostra internazionale organizzata dalla Società belga di malacologia ad Anversa. Le due coppe sono state ritirate dal presidente del Museo Malacologico dr. Tiziano Cossignani. La conchiglia che ha permesso il successo per la nota istituzione marchigiana è un "Argonauta argo" filippino di oltre 20 centimentri, misura straordinaria per la specie.
Alla competizione hanno partecipato musei e collezionisti di ben 37 nazioni.
Dopo aver conquistato il Belgio il Museo Malacologico di appresta ad inaugurare la trentaquattresima edizione della mostra, quest'anno dedicata al tema "le conchiglie e la musica". A quest'evento parteciperà anche il Museo Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo che presenterà alcuni strumenti eccezionali impreziositi con tasti ed intarsi di
madreperla.
Nel corso della cerimonia inaugurale, fissata, come di consuetudine, per sabato 5 giugno 2010 alle ore 17,30 sarà conferito il premio internazionale "Una vita per la Malacologia" al malacologo spagnolo Serge Gofas.

 

 

 

"A proposito del Museo malacologico
di Cupra Marittima..."

Alla scoperta del Museo malacologico:

Nel cuore della verde riviera picena opera da oltre 30 anni il Museo Malacologico, la più grande struttura museale esistente al mondo dedicata alle conchiglie e non solo.
Un milione gli esemplari esposti su una superficie di tre mila metri quadrati di superficie. Gli esemplari conservati nel museo malacologico sono oltre 9 milioni.
A Cupra Marittima accanto alla gigantesca Tridacna gigas, conosciuta come “assassina” con i suoi 200 kg di peso sono esposte le colorate Tridacna squamosa raccolte nei fondali corallini delle Filippine dove le condizioni ambientali si prestano ad ospitare una straordinaria quantità di molluschi dalle forme più bizzarre. Accanto alle cipree, le conchiglie più amate dai collezionisti, che brillano per la lucentezza del loro guscio e per il fatto che tra  loro, si annovera la Ciprea aurantium, simbolo di potere in tanti Paesi dell’Indo-Pacifico, sono esposti a Cupra Marittima i temibili “coni”, conchiglie di molluschi che quando sono vivi hanno la capacità di lanciare dardi velenosi e seminare il terrore nel loro raggio d’azione; tra questi il più temuto è il Conus textile ed il più grande è Conus pulcher delle acque Atlantiche del Senegal.
Suscitano interesse le grandi conchiglie della Charonia tritonis, grande competitrice delle stelle che distruggono le barriere coralline, e utilizzate dagli indigeni come trombe, le fragilissime e leggerissime ovoteche degli Argonauta e la stravagante e ricercata conchiglia dell’Epitonium scalare, un tempo rarissima tanto che Caterina di Russia, per poterla avere nella sua collezione pagò una fortuna in oro.
Singolare, ed ispiratrice di architetti, è la conchiglia della Thatcheria mirabilis, raccolta nelle profonde acque della Cina meridionale, ma altrettanto particolare è la conchiglia della Pleurotomaria, sogno di ogni giapponese, e che ricorda l’architettura orientale.
Ma nel Museo Malacologico di Cupra Marittima non sono esposte solo conchiglie recenti: una speciale sezione è dedicata alla storia delle conchiglie con esemplari fossili vecchi di oltre 500 milioni di anni, contestualizzati accanto ad animali preistorici vissuti in quegli anni, ed ecco porsi all’attenzione dei visitatori alcuni dinosauri ed in particolare un gigantesco Mososauro del Marocco, dinosauro acquatico di 8 metri di lunghezza, grande divoratore di molluschi e di ammoniti in particolare.
Alcune sezioni del Museo presentano coralli, madrepore, squali, granchi, stelle e ricci marini.
Di grande impatto visivo la collezione di madrepore e spugne esposte; rappresentano il substrato più utilizzato dai molluschi per la loro vita e sussistenza. Anche se il bianco è il colore predominante degli esoscheletri dei coralli, non mancano esemplari colorati che vanno dal rosso al blu.
Un richiamo particolare è operato dalla sezione dedicata agli squali, un centinaio di esemplari imbalsamati, conservati in teche di cristallo. Squali di grandi dimensioni provenienti da tutto il mondo e non mancano le specie più conosciute come tigre, mako, volpe, grigio e quelle più rare come la Rhina ancylostoma del Viet Nam che ha una specie di corazza sul capo e denti assolutamente innocui.
Il Museo Malacologico per ciò che concerne le conchiglie è un museo completo, ed affascinante, dalla A alla Z,   e fra le sezioni che più attraggono non possono essere trascurate quella dedicata alle Perle e Madreperle,  e quella dedicata all’etnografia.
La madreperla, frutto dell’abilità di alcuni molluschi di assemblare in una maniera particolare le particelle di carbonato di calcio che costituiscono la base del guscio dei molluschi, è stata scoperta dall’uomo che la utilizza per la realizzazione di manufatti e veri e propri capolavori. L’iridescenza della madreperla ben si presta all’esaltazione dell’abilità creativa dell’uomo di ogni parte del mondo.
Valve madreperlacee incise, e oggetti d’uso più svariati, appaiono agli occhi dei visitatori come incredibili e straordinari oggetti da collezione e decorativi. E’ il caso delle lacche vietnamite dove la madreperla produce effetti incredibili accanto all’abilità del cesellatore.
Non meno entusiasmanti sono i manufatti dei popoli primitivi africani ed asiatici che utilizzano le conchiglie come elementi di impreziosimento. Cipree, coni ed altre conchiglie sono alla base di maschere rituali, bardature, e statue rituali di varie etnie, senza dimenticare che le conchiglie sono state utilizzate come “moneta” in varie parti del mondo fino a non molti anni fa.
Altra sezione da non trascurare è quella dedicata ai “cammei”, oggetti decorativi realizzati sfruttando la diversità di colore dei vari strati che compongono il guscio di alcune conchiglie. A Torre del Greco opera la quasi totalità degli incisori specializzati in questa arte ed a Cupra Marittima è presente una delle più belle collezioni di cammei esistenti al mondo, realizzati con le conchiglie di Cassis rufa e Cassis madagascariensis.
Non è tutto, al Museo malacologico le conchiglie non sono solo conservate, ma anche studiate, ed oltre 3500 volumi sono presenti nella biblioteca del Museo. Un laboratorio per la classificazione dei molluschi, due aule didattiche, un laboratorio fotografico, una sala riunioni ed un fornitissimo shop specializzato, completano l’offerta didattica e ricettiva del Museo creato da Tiziano e Vincenzo Cossignani nel lontano 1977.
Per le scuole di ogni ordine e grado il Museo di Cupra Marittima è una grande opportunità didattica e fa comprendere che le conchiglie non sono solo cozze e vongole!

 

 

Dissequestrati tutti i fossili del Museo
Malacologico di Cupra Marittima


 
I carabinieri del Nucleo tutela dei beni culturali di Ancona, su ordinanza del giudice per le indagini preliminari d.ssa Carla Moriconi del Tribunale di Fermo, ha dissequestrato tutti i fossili del Museo Malacologico di Cupra Marittima. Sono stati tolti tutti i cartelli di sequestro e sono stati tolti i sigilli alle scatole che contenevano i 1430 reperti dello shop della Mostra Mondiale Malacologia.
Il provvedimento, atteso dal direttore del Museo Tiziano Cossignani, da 10 mesi, è frutto del ricorso dell'avv. Paola Rinaldi, e dibattuto dall'avv. Cristina Perozzi di fronte al Gip Moriconi. I Fossili sono stati dissequestrati a seguito della perizia del CT prof. Nicosia dell'Università
La Sapienza di Roma, non essendo ancora state trovate dai Carabinieri del Nucleo Tutela di Monza prove di illiceità degli acquisti effettuati dal dr. Cossignani; ed inoltre, per i fossili italiani, il CT ha escluso un reale interesse scientifico e paleontologico. Le presunte violazioni alle leggi doganali a carico del direttore del Museo Malacologico non sussistono per il giudice in quanto le indagini svolte dai carabinieri hanno dato risultati negativi.
Con il dissequestro sono tornati "liberi" tutti i fossili del Museo, mai rimossi dal loro posto abituale, in una sorte di "arresto domiciliare", aggiungendosi ai 5 dinosauri di "plastica" che erano già stati dissequestrati a marzo; in virtù di questo evento i promotori stanno già
provvedendo ad allestire la straordinaria mostra sui "trilobiti" bloccata dal PM Chimienti e rinviata per forza maggiore. La mostra dedicata a questi straordinari esseri viventi che hanno popolato i mari 500 milioni di anni fa sarà visibile a partire dalla metà del mese di ottobre, così da consentirne la vista alle scolaresche di questo fine anno.
La restituzione dei fossili a Cupra Marittima sta facendo tirare sospiri di sollievo alle migliaia di italiani possessori di reperti paleontologici e che da alcuni mesi erano preparati al peggio ed in particolare all'accusa di ricettazione. Di certo la legislazione attuale si presta ad interpretazioni che mettono in difficoltà forze dell¹ordine, giudici, istituzioni museali,
sindaci, soprintendenze ai beni archeologici e, soprattutto, appassionati e studiosi.
Per il dr. Cossignani "il dissequestro è stata una liberazione da un incubo durato 10 mesi che ha creato un grande danno d'immagine" anche se, in questo periodo, ha incassato la solidarietà della comunità scientifica mondiale, di autorità locali e comuni cittadini entusiasti della bellezza del Museo Malacologico che hanno continuato a visitare.
La vicenda non è ancora conclusa perché il PM ha ottenuto una proroga per le indagini, proroga che si concluderà il 4 gennaio prossimo, ma l'evoluzione con il dissequestro rende ottimista l'attesa.
 
 Info 3473704310

 

 

 

 

1000 cammei in mostra a Cupra

Prorogata fino al 30 ottobre


Dal 7 giugno è esposta nel Museo Malacologico una delle più belle collezioni di cammei esistente in Europa.
I maggiori artisti sono rappresentati in una mostra eccezionale di
particolare fascino.
Sono presenti veri e propri capolavori di Parlati, Garofalo, Gaglione, Scala, Esposito, Ripa, Mazza, Pernice, Frulio, e via dicendo.
La mostra resterà fruibile fino al 30 ottobre 2008. Per ulteriori informazioni: 347.3704310.
Paticolarmente presente, con sue realizzazioni, il prof. Crescenzo Gaglione, già docente alla Scuola del Corallo di Torre del Greco; l’artista si è specializzato nella realizzazione di mosaici di particolare efficacia e indubbia attrazione per il visitatore.
I 1200 cammei esposti coprono l’ultimo secolo con buona rappresentanza di opere degli anni ‘30-’40.
Accanto ai capolavori degli artisti torresi, nella mostra allestita da Tiziano Cossignani, compaiono anche falsi ed imitazioni ed inoltre realizzazioni sperimentali con conchiglie normalmente non incise a Torre del Greco.

 

 

Crescono i visitatori al Museo Malacologico
Prorogate di 6 mesi le indagini preliminari

 

Con un 13 percento di incremento di visitatori si è concluso il mese di luglio al Museo Malacologico di Cupra Marittima. Nonostante la flessione fatta registrare da tutte le strutture ricettive della regione e del Piceno e la clemenza del tempo che notoriamente non favorisce i musei, la struttura di Cupra ha retto grazie alla straordinaria esposizione "1000  cammei in mostra" e alla presenza delle eccellenze del Consorzio Piceno Art For Job;
probabilmente ha influito positivamente la curiosità per la vicenda giudiziaria che il Museo Malacologico sta vivendo grazie i suoi fossili. Le repliche dei dinosauri dissequestrati, i reparti ancora sotto sequestro e la mostra "invisibile" dei trilobiti sicuramente fanno parlare di se, va però detto che l'incremento maggiore di visitatori riguarda gli stranieri che sicuramente ignorano le vicende giudiziarie del Museo e della giustizia italiana e sono più affascinati dai milioni di conchiglie presenti a Cupra Marittima in una esposizione unica al mondo. Per ciò che concerne le vicende giudiziarie, la storia sta diventando infinita, infatti il GIP d.ssa Carla Moriconi del Tribunale di Fermo, tre settimane fa, ha concesso al PM Chimienti altri 6 mesi per le indagini preliminari che aggiunti ai tempi tecnici sono diventati quali 8 e il termine ora è slittato al 4 gennaio del 2009. Rassicura il direttore del Museo Cossignani il fatto che nella richiesta di proroga delle indagini sono scomparsi 3 capi di imputazione, in pratica i più imbarazzanti: furto ai danni dello stato, violazione delle leggi doganali e ricettazione; praticamente ora le indagini dovrebbero vertere solo sui 55 fossili italiani che non sono di proprietà del Cossignani ma dell¹anziano collezionista Offerl Spitoni, deceduto lo scorso anno.
"A questo punto non resta che attendere fiduciosi" ha affermato Cossignani, "e sperare di poter  allestire presto la mostra sui trilobiti che interessa gli studenti di tutta la regione e non solo".
Per tutto il mese di agosto il museo resterà aperto tutti i giorni dalle ore 16 alle ore 22.
Informazioni al numero 0735-777550 e 3473704310

 

 

La storia infinita dei fossili di Cupra Marittima
Chiesti 6 mesi di proroga per le indagini,
ma 2 sono già trascorsi!

 

Un nuovo atto si è registrato nei giorni scorsi a Cupra Marittima: sei mesi di indagini, verifiche, perizie, missioni ed ispezioni in mezza Italia, il PM Iolanda Chimienti, sostituto procuratore del Tribunale di Fermo non è riuscita a trarre delle soluzioni definitive per il sequestro dei fossili del Museo Malacologico di Cupra Marittima.
Con quasi due mesi di ritardo dalla scadenza naturale al dr. Cossignani, direttore del Museo, indagato per presunte violazioni delle norme che regolamentano il possesso dei fossili, è stata notificata la richiesta di proroga delle indagini, richieste dal PM Chimienti al giudice per le
indagini preliminari presso il Tribunale di Fermo d.ssa Carla Moriconi che ora ha 10 giorni per decidere.
A tale concessione il dr. Cossignani si è fermamente opposto con 5 pagine di memorie documentate presentate nei termini perentori di 5 giorni previsti dalla legge.
L'indagato ha anche esibito 2 recenti archiviazioni del PM Michele Maturi della procura di Venezia, per casi assolutamente identici, ha altresì richiesto di essere interrogato sia dal GIP che dal PM.
Nella richiesta di proroga intanto i legali di Cossignani hanno evidenziato la cancellazione di ben 3 capi di imputazione ed in particolare la ricettazione e la violazione delle leggi doganali, in pratica le imputazioni più gravi ipotizzate all'inizio della vicenda.
La vicenda si sta praticamente sgonfiando, come prevedeva l'imputato e a suo carico resterebbe solo la violazione di 2 articoli della legge 42 del 2004 riferite al possesso di fossili italiani, che però non appartengono a Cossignani e pertanto la violazione non può essere evidenziata.
Restano le interpretazioni, non condivise neppure dal mondo accademico e addirittura dallo stesso perito prof. Nicosia dell'Università la Sapienza di Roma, del capitano  Ilari dei carabinieri di Monza del Nucleo Tutela dei Beni Culturali.
Per il militare ogni fossile straniero che arriva in Italia diventa automaticamente italiano e quindi soggetto alle leggi che tutelano i fossili italiani, non solo, ma per lo stesso militare la legge del 2004 diventa automaticamente retroattiva, anche se i fossili sono in un museo da 30 anni!
E intanto a Cupra Marittima i fossili restano sequestrati, non riuscendo, i legali di Cossignani, ad avere contatti con l'inquirente ed informazioni dalla Cancelleria, a scapito dei bambini soprattutto che non possono apprezzare integralmente le collezioni del Museo. Lo scorso sabato 12 bambini non vedenti, in gita al Museo con l'Unione ciechi di Ascoli Piceno,
interrompendo una prassi didattica in uso al Museo di Cupra, hanno potuto toccare e "vedere" le conchiglie attuali,ma non hanno potuto toccare quelle fossili, con grande disappunto ed amarezza.
E non basta: i trilobiti previsti in una mostra dal titolo "500 milioni di anni fa'" restano sequestrati in 10 scatole, protagonisti di una "mostra invisibile" in un'area del Museo dove ora un cartello informa i visitatori delle vicende giudiziarie dei fossili del museo di Cupra, quei fossili che senza limitazioni alcune sono esposte in tutti i musei italiani e
regolarmente venduti in tutte le mostre di settore italiane ed estere.
Ora in quelle vetrine, appositamente acquistate dal Comitato Mostra Malacologia, fa bella mostra di sé la produzione artistica di eccellenza del Consorzio Piceni Art For Job di San Benedetto del Tronto, mostra che resterà attiva fino al 30 agosto.
 
 
Ulteriori informazioni possono essere richieste al 3473704310

 

 

Una storia infinita
I fossili ancora sequestrati:
"liberati" quelli di plastica



A sei mesi dal sequestro "impossibile" dei fossili del Museo Malacologico di Cupra Marittima, tutto è immobile: i fossili, restano sempre esposti al museo, "prigionieri" con i cartelli di sequestro del Tribunale di Fermo.

Qualcosa dovrebbe succedere il 7 maggio, ma è una scommessa sapere che cosa!
Di fatto i Carabinieri di Monza hanno preso una clamorosa "cantonata" ed ora, insieme al giudice di Fermo, cercano di uscirne fuori cercando di limitare la "figuraccia" ed i danni che lo "Stato", dovrà verosimilmente pagare.

A questo punto l¹unica certezza è il rinvio della mostra dedicata ai trilobiti "Cinquecento milioni di anni fa..." che la d.ssa Chimienti ha voluto bloccare senza motivo plausibile, impedendo agli studenti di questo anno scolastico di ammirare a Cupra Marittima.